"No more excuses"

Martedì 12 dicembre tutti gli alunni dell'istituto hanno assistito alla proiezione del filmato "The Theater of Life"  di Peter Svatek, che racconta la nascita di un Refettorio per poveri contro lo spreco alimentare, un'idea che diventa realtà grazie all'intuizione di un grande Chef italiano.  "No more excuses" è questo l’inno contro lo spreco alimentare dello Chef Massimo Bottura - Osteria Francescana, ideatore del progetto Refettorio Ambrosiano assieme al regista Davide Rampello in occasione di Expo 2015 Milano. Il Refettorio Ambrosiano è un progetto di solidarietà. In Italia viene gettato circa il 25% di cibo acquistato ogni settimana: sono stati quindi chiamati 40 tra i migliori chef del mondo per ideare e preparare diversi menù a partire dalle eccedenze alimentari raccolte ogni giorno in Expo nel pieno rispetto delle normative vigenti sulla sicurezza alimentare. Ciò che sarebbe destinato ad essere gettato via diventa quindi un piatto di alta cucina grazie al talento e alla creatività degli Chef. Chi vuole avere un’idea precisa dei temi proposti da Expo – nutrire il pianeta, lottare contro lo spreco, assicurare sicurezza alimentare a tutti  prenda l’autobus e si faccia portare alla periferia di Milano, in piazza Greco, dove Massimo Bottura e Davide Rampello – in occasione dell’Expo - hanno costruito un piccolo miracolo: il Refettorio Ambrosiano. La storia è ormai nota: un teatro parrocchiale ristrutturato per accogliere a cena persone in difficoltà mettendo ai fornelli grandi chef trascinati dall’entusiasmo del visionario cuoco modenese. Ma per capire il valore dell’idea bisogna andare, entrare, se possibile partecipare a una serata (ogni tanto ci sono eventi di raccolta fondi) e allora il Refettorio prende corpo e diventa uno straordinario messaggio che da Milano rimbalza nei ristoranti di tutto il mondo. “Vedrete – aveva detto Bottura – ci sarà più da ricevere che da dare”. E così è stato. La Caritas Ambrosiana, che gestisce il centro, seleziona gli ospiti che per un certo periodo mangeranno al Refettorio. L’idea è dar loro una pausa di dignità e bellezza che li accompagni in un programma di ritorno alla normalità, reinserimento nel lavoro e nella vita. Così delle persone che faticano a mettere in tavola un pasto decente si ritrovano per una sera a mangiare i piatti di Alain Ducasse, un mito con una valanga di stelle, 20 ristoranti e un impero con 1400 addetti. Che non solo cucina (“Non lo faceva da 30 anni”, si emoziona Bottura) ma decide perfino di servire ai tavoli! Luca Fantin, del Bulgari di Tokyo, miglior cuoco italiano all’estero, dopo aver cucinato invece si è fatto il giro dei commensali per raccogliere impressioni e commentare i piatti. E Renè Redzepi, geniale cuoco danese, che doveva cucinare per dei bambini e non era soddisfatto del sapore del pesto, ha improvvisato correggendolo con i pop-corn! Il Refettorio sta diventando un’esperienza unica che promette di fare tendenza. Sarebbe bello se l’Expo di Milano venisse ricordata anche per questo.