Visita alla sede del Consiglio regionale del Piemonte

Giovedì 15 gennaio 2015, gli alunni della classe 5° ITT visiteranno la Sede del Consiglio regionale del Piemonte, Palazzo Lascaris,  situato nel centro storico di Torino, in Via Alfieri tra le piazze San Carlo e Solferino. Il complesso è un esempio significativo di dimora signorile della Torino barocca. Pur rimaneggiato nei secoli ha mantenuto le sue caratteristiche di edificio padronale sia nellesue strutture esterne che interne: dallo scenografico atrio a quattro campate con antiche colonne marmoree (per il costume dell’epoca doveva assolvere alle funzioni rappresentative nelle cerimonie di ricevimento), allo scalone d’onore; dagli aerei loggiati, alle raffinate sale auliche del primo piano.Il palazzo, voluto dal Beggiami di Sant’Albano, viene costruito tra il 1663 e il 1665 nell’isola di Santa Francesca Romana della Contrada di San Carlo.Nel 1674 il palazzo passa a Gabriella di Marolles, favorita di Carlo Emanuele II, che, maritata a Carlo delle Lanze, Conte di Sales, abbellisce il complesso grazie ad artisti quali il pittore milanese Stefano Maria Legnani, detto “Legnanino”, che a Torino opera anche per la decorazione della Cappella dei Mercanti e di alcune sale di palazzo Carignano e di palazzo Barolo.Nel 1720 Gabriella di Marolles vende il palazzo ai marchesi Carron di San Tommaso che qui risiedono sino al 1803. In questo periodo lo stabile subisce le prime trasformazioni.Tra queste il prolungamento della manica occidentale. Nel febbraio 1803 Giuseppina Maria Anna, ultima discendente della linea primogenita dei Carron di San Tommaso, sposa il marchese Agostino Lascaris di Ventimiglia. Da allora il palazzo assume il nomeche porta tuttora.La storia dei Lascaris è complessa. Basti ricordare che nel 1263 il suo capostipite,Guglielmo Pietro dei Conti di Ventimiglia sposa Eudossia Lascaris, figlia di Teodoro II, imperatore di Nicea. Da allora all’originario nome ligure della famiglia si unisce quello greco. Dal matrimonio tra Agostino Lascaris e Giuseppina Carron di San Tommaso nasce un’unica figlia, Adele o Adelaide Susanna che va in sposa al marchese Gustavo Bensodi Cavour, fratello del più famoso Camillo. Oggi, a palazzo Lascaris, del grande statista rimane un ritratto, eseguito a metà ottocento da Luigi Fognola.Nel 1833 Adele Lascaris muore di parto appena ventiseienne. Il marito Gustavosi trasferisce con i figli sempre a Torino, nell’avito palazzo di casa Cavour. I Benso mantengono tuttavia la proprietà di palazzo Lascaris sino al 1883 concedendolo però inaffitto, dal 1861, al Ministero dell’Interno, ad uso del Consiglio di Stato e, dal 1872, alla Corte di Cassazione.Il palazzo cessa così di essere dimora privata per divenire sede istituzionale. Alla scadenza del contratto con la Corte di Cassazione, Giuseppina Benso di Cavour Alfieri di Sostegno vende il palazzo per 480.000 lire al Banco di Sconto e Sete. Il complesso, che aveva mantenuto sino ad allora pressoché integra la proprietà originale, compresi giardini erustici, viene lottizzato dal Banco: la parte su via dell’Arsenale passa così alla Banca Tiberina che, demolite le vecchie costruzioni, edifica una palazzina a tre piani. A sua volta lo stesso Banco modifica alcune parti del palazzo ed aggiunge due gallerie sui lati del cortile.Nel 1899, l’11 luglio, nel palazzo viene tenuta la prima “Adunanza” del Consiglio di amministrazione della FIAT. Nel 1904 il Banco di Sconto vende l’immobile alla contessaTiretta. Questa, nel 1917, lo rivende a Riccardo Gualino che, dal 1920, ne fa la sede della SNIA-Viscosa.Il bombardamento di Torino del 13 luglio 1943 colpisce anche palazzo Lascaris. I danni più gravi si registrano nel salone centrale dove vanno distrutti gli affreschi secenteschi delLegnani. Nel 1948 la Snia-Viscosa vende l’immobile alla Camera di Commercio Industria ed Artigianato di Torino che, restaurato lo stabile, vi si insedia sei anni dopo.Il 16 gennaio 1975 la Regione Piemonte acquista il palazzo dalla Camera di Commercio. Dal 1979, dopo quattro anni di restauri – nel corso dei quali sono, tra l’altro, scoperti,in due ambienti, già facenti parte dell’appartamento di Gabriella di Marolles, soffitti lignei a cassettoni decorati e, sulle pareti, stucchi e due cicli di affreschi denominati, rispettivamente, “delle allegorie” e “delle gesta di Sansone” – Palazzo Lascaris diventa la sede dell’Assemblea regionale del Piemonte.L’aula consiliare, ricavata al di sotto del cortile, senza compromettere le strutture esterne,è stata rinnovata nel gennaio 1997.Nel corso dell’anno 2000 sono stati ripristinati i serramenti in legno nelle vetrate della galleria e, successivamente, nel 2002, sono state recuperate le tre sale del piano terra (già Biblioteca della Regione) dette “dei Presidenti”, “delle Bandiere” e “dei Consiglieri”.