Il piacere di andare a Teatro in lingua inglese e spagnola

 Anche quest'anno il Liceo Linguistico ha scelto di assistere a due spettacoli in lingua inglese "Grease"(mercoledì 13 novembre 2013)  e "The Picture of Dorian Gray" (venerdi 31 gennaio 2014) presso il Teatro Nuovo di Borgomanero, proposti da PALKETTOSTAGE international theatre productions che dal 1985 produce spettacoli teatrali e musical in lingua originale inglese, francese e spagnola con attori madrelingua per gli studenti delle scuole medie inferiori e superiori di tutta Italia.
Il tema scelto dalla Compagnia per la stagione teatrale  2013/2014 è "Vizi e Virtù".
Si comincia con un maestro del vizio: Oscar Wilde e il suo famosissimo THE PICTURE OF DORIAN GRAY. E non c’è modo migliore di presentare questo capolavoro, che attraverso le parole del suo stesso autore, il quale definisce il vizio come il “prototipo perfetto del piacere perfetto, ovvero qualcosa di squisito che ci lascia insoddisfatti”. E se è vero che a ogni vizio corrisponde una virtù, persino in questo testo ci sono alcuni personaggi “virtuosi” che fanno da contraltare a Dorian Gray e Lord Henry.
A fare da ponte tra la letteratura inglese e l’intrattenimento d’oltreoceano, sono sempre i vizi e le virtù, ma questa volta intesi in un’accezione più leggera e ironica, propria del mondo adolescenziale.
Il musical GREASE di Jim Jacobs e Warren Casey, infatti, è una carrellata delle tentazioni che i giovani di ogni epoca si trovano a sperimentare, e delle virtù semplici e spontanee che incarnano, quasi inconsapevolmente.
Tornando in Europa, mettiamo sotto la lente d’ingrandimento dei vizi e delle virtù l’opera forse più rappresentativa della lingua e della cultura spagnola: DON QUIJOTE DE LA MANCHA da Miguel de Cervantes. Emblema della virtù cavalleresca, il povero Alonso Quijano, vestiti i panni del cavaliere errante Don Quijote, si scontra con ogni sorta di vizio umano nel tentativo di difendere i deboli e riparare i torti. Ma il vizio non è solo intorno al nostro “eroe”, è anche dentro di lui, a partire dal momento in cui egli si lascia prendere a tal punto dalla tentazione utopica di migliorare il mondo, da non riuscire più a vivere in esso e rende perciò vane (se non addirittura controproducenti) le sue stesse imprese.