Giovani e disoccupazione. Quanto conta l’orientamento?

Accompagnare i ragazzi nelle scelte è fondamentale, così il nostro Istituto ha scelto di utilizzare, a partire dal mese di gennaio 2014, per tutti gli alunni di quarta e quinta, il software per l'orientamento professionale S.OR.PRENDO. Un programma, che aiuta ad ampliare le proprie conoscenze sul mondo del lavoro e delle professioni, a individuare in tempo reale una lista di profili coerenti con i propri interessi, a riflettere sulle proprie aspettative rispetto alla futura professione, a costruire percorsi di carriera, partendo da una lista di 438 profili professioni.
Una recente indagine di Dèmopolis rivela che la maggior parte dei ragazzi, alla vigilia del Diploma, non sa quali siano i possibili sbocchi per il proprio futuro.
Il tasso di disoccupazione giovanile non accenna a scendere, raggiungendo nel mese di ottobre la soglia di ben oltre il 41 %. Un dato record in negativo che impone al nostro paese di riflettere seriamente su quali possono essere i punti deboli del nostro sistema, al di là di una generale crisi del mercato del lavoro e dell’economia tangibili e ben visibili agli occhi di tutti. C’è da chiedersi, fra altre cose, quanto peso abbiano, sulla disoccupazione dei giovani, la generale disinformazione e la mancanza di percorsi di orientamento adeguati che li aiutino a non fare scelte dispersive e poco utili al fine della realizzazione di un percorso professionale.
I recenti sondaggi effettuati dall’Istituto Nazionale di Ricerche Dèmopolis mettono in luce un dato significativo riguardo al disorientamento dei giovani alla vigilia del Diploma superiore. Ben il 67 % degli intervistati ammette, infatti, di non avere idea di quali siano oggi, in Italia, i settori con maggiori opportunità d’inserimento nel mondo del lavoro. “I ragazzi – sostiene il direttore di Demopolis Pietro Vento – appaiono in maggioranza profondamente disorientati, senza un’idea chiara sui percorsi formativi e universitari più coerenti con i concreti sbocchi occupazionali. Il 53% ritiene di non aver avuto, durante i momenti fondamentali del proprio percorso educativo, informazioni sufficienti per compiere una scelta consapevole dopo gli esami di Stato”.
Il quadro emerso dall’indagine di Demòpolis, condotta su un campione rappresentativo dell’universo degli studenti italiani dell’ultimo anno delle scuole d’istruzione superiore, ha destato preoccupazione e allarme anche da parte del Ministro all’Istruzione Maria Chiara Carrozza, che in un’intervista al settimanale Famiglia Cristiana ha dichiarato: “Non credevo che la situazione fosse così grave, che il disorientamento fosse tanto. Quello che manca - secondo il Ministro - è un progetto generale di orientamento che non lasci soli gli studenti nel momento delle scelte”.
“Colpisce anche un altro dato della ricerca: gli studenti – sostiene sul sito di Démopolis il direttore Pietro Vento – ritengono, a larga maggioranza, che non sarà lo studio a determinare il loro futuro”. Il 76% è convinto che nel nostro Paese, per entrare nel mondo del lavoro, serva soprattutto la rete di relazioni, “conoscere persone che contano”. Ma anche la fortuna. Ben più della preparazione e delle competenze professionali indicate da appena il 48%